L’occhio s’imperla

Federico Hindermann

Arricchito dalle illustrazioni di Luca Mengoni, L'occhio s'imperla è un piccolo, importante libro che raccoglie ventisette nuovi mottetti di Federico Hindermann e gli omaggi in forma di poesia, traduzioni, brevi prose, ricordi, scritti augurali di alcune personalità della letteratura italofona, tra cui Giorgio e Giovanni Orelli, Fabio Pusterla e Dubravko Pušek. A testimoniare l'impronta discreta ma decisiva che Hindermann – giornalista, docente universitario, editore, traduttore, oltre che voce fondamentale della poesia svizzera in lingua italiana – ha impresso e continua ad imprimere a novant'anni compiuti. (rd)

Critique

par Roberta Deambrosi

Publié le 15/09/2011

Federico Hindermann, novant'anni compiuti lo scorso 27 luglio, da quasi quattro decenni ci regala una poesia forte, vertiginosa, complessa nella sua lingua sempre esatta e profonda – ogni parola un mondo –, tanto che non si può non continuare, irretiti, a leggerla e rileggerla (dalla sezione Versi recenti, in Poesie. 1978-2001, Verona, Valdonega, 2002, p. 263):

FIRMAMENTO

Firmamento, ferragosto,
che luci sbisciano in fila, che festa
da che girarrosto lassù meraviglia
anche noi sordi, nella notte soli
con le averle in foia, i becchi
a chi piglia, piglia per strozzar le prede,
sugli stecchi fissarle, le mosche,
i topolini, le nostre pupille in perle
di pianto e verrà l'inverno
e la carestia; chi or ora vede nei voli
ciò che torna, non torna di stelle
e dell'eterno
la scia di gioia.

Rileggere dunque la produzione di un poeta mai sazio del proprio cercare, per ritrovare motivi miracolosamente incastonati nella forma prediletta da Hindermann negli ultimi anni: il mottetto, nel solco delle precedenti raccolte (da Mottetti per stornellatori, in Perché dobbiam morire margherita?, Bellinzona, Sottoscala, 2002, a Cerchi di luce, Lugano, Opera Nuova, 2010). Ecco il primo dei ventisette raccolti nel libro augurale, da cui anche il titolo:

L'occhio s'imperla,
ride o piange non sai, lo sogni
che si lamenta o grida l'averla?

Il volume lascia trasparire, innanzitutto attraverso gli essenziali componimenti – recentissimi: una riproduzione del foglietto manoscritto di uno dei mottetti riporta la data dell'11.06.11 – come Hindermann, fedele alla sua discrezione e modestia, sveli solo poco a poco la portata della sua scrittura e del suo operato in campo letterario, alle orecchie ben tese di «noi creature sul chi vive» (p. 75). I contributi che accompagnano la raccolta, oltre al loro carattere d'omaggio, portano sicuri spunti al lettore che voglia scoprire o riscoprire questo fondamentale autore.

Seppur quasi sconosciuta al di fuori dei confini elvetici, quella di Federico Hindermann è una delle voci poetiche più importanti nella Svizzera italofona: così è stata definita da più parti. E da più parti è stata indicata come una delle più colte, impressionante per i suoi rimandi e le fonti che sono quelle di un letterato a tutto tondo: abituato allo stare a cavallo fra più lingue, Hindermann è stato giornalista letterario presso testate germanofone, traduttore dall'italiano e dal francese verso il tedesco, lettore a Oxford, professore di letterature comparate a Erlangen e infine direttore della prestigiosa casa editrice zurighese Manesse.

Revue de presse (sélection)

Segnaliamo l'interessante dossier preparato e messo in linea dalla RSI «I 90 anni di Hindermann. Insegnamento, editoria, traduzione e poesia», che oltre a riproporre filmati e audio d'archivio, presenta una breve intervista del poeta registrata qualche giorno prima del compleanno ad Aarau, e l'augurio-lettura di Giorgio Orelli, registrato a Prato Leventina il 23 agosto scorso. (rd, 15.09.2011)